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frongia.cesare |
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© Copyright 1999-2010 Frongia Cesare, ultimo aggiornamento 18-02-10.
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| Descrizione:
Percorrendo l’ultimo lembo pianeggiante della Marmilla, prima delle
alture di Nureci, sulle rive dell’Imbessu, appare Senis, annunciata
dalla mole del palazzo baronale, simbolo della storia di questo paese.
Le tracce della storia a Senis sono però ben più antiche e risalgono
al neolitico, come testimoniano le statue antropomorfe, o Menhirs,
ritrovate recentemente a Bidda ‘e Perda, nei pressi dell’omonimo
nuraghe. Più conosciuto lo splendido nuraghe di Senismannu, che
dall’alto di una propaggine del colle di S. Vittoria domina la piana
circostante. Una misteriosa galleria lo dovrebbe collegare a quello non
lontani di S. Lucia di Assolo. Nella zona di S. Vittoria sono state
ritrovate tracce di un abitato forse romano. Concrete testimonianze
risalenti al 1460 sono rappresentate dal palazzo baronale e dalla
fontana spagnola. Il tessuto urbano Senis conserva alcuni bei portali e
vecchie case in pietra: il paese appare ordinato, con bei giardini e
qualche struttura turistica.
Da vedere:
Nuraghe di Senismannu
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STORIA DELLA BARONIA DI SENIS
La baronia di Senis ebbe origine nel 1417 quando il re don Alfonso di Aragona, in seguito alla soppressione del giudicato di Arborea, concesse in feudo a Luigi Ludovico Pontons i territori di Parte Valenza e di Parte Barigadu.
Dopo la battaglia di Sanluri (1409) il giudicato di Arborea venne invaso dalle truppe di occupazione aragonese guidate da Pietro Torrelles, da Luigi Pontons e da altri nobili cavalieri, e il giudice Guglielmo III di Narbona fu costreto alla fuga. Il suo successore, Leonardo Cubello, dovette accettare la pace, i cui tratti furono firmati sotto le antiche mura di Oristano, nel convento di San Martino (29 marzo 1410).
Il territorio comunale è situato nella subregione di Arborea, anche se, essendo Senis uno degli ultimi paesi prima del confine con la provincia di Nuoro, viene spesso associato alla subregione Marmilla. Vicino si trova la Giara di Gesturi. Confina a sud con Assolo, a est con Nureci, a ovest con Villa S. Antonio, a nord con Asuni. Il paese è sito sul declivio di una collina denominata Gurrei, infossato in mezzo a delle colline sul greto del fiume Rio Mannu o Riu Imbessu. Il territorio è calcareo-argilloso. L'esistenza di Senis è molto remota anche se non è possibile stabilire il tempo in cui è sorto il paese. Ci sono evidenti tracce del fatto che un tempo la zona era sommersa dal mare, infatti non è difficile trovare nelle campagne stelle marine, conchiglie e cavalluci marini pietrificati. Si può senza dubbio affermare che il territorio di Senis fu abitato in epoca nuragica, essendo sopravvissuti fino a oggi i ruderi di costruzioni megalitiche come Maria Turri, Santa Luxia, Sirigoi e Senis Mannu; quest'ultima fu quasi certamente la prima dimora dei Senighesi. In questo sito s'intravedono le tracce di un antico villaggio. Senis apparteneva al Ducato di Arborea, poi durante le loro conquiste, gli Spagnoli vennero a stabilirsi, per un certo periodo, a Senis, essendo diventati proprietari della Baronia di Senis che comprendeva anche i villaggi di Assolo, Ruinas, Mogorella, Villa Sant'Antonio, Asuni, Nureci. La Baronia di Senis fu abolita nel 1863 da un decreto del Re Vittorio Emanuele II. Dopo questo fatto, il paese fece parte , assieme a Nureci, della proprietà del Conte Tufani. All'inizio del XX sec. Senis era un centro importante nella zona, c'era anche la Pretura che poi fu trasferita ad Ales. Fino agli anni 50 circa facevano parte del suo comune anche Nureci e Assolo, diventati poi comuni autonomi. Dal punto di vista culturale Senis non vanta particolari di rilievo. Negli ultimi decenni alcune persone si sono, comunque, distinte per aver dato lustro al paese. Si possono ricordare: Padre Angelo Serra, scrittore e artista; Padre Girolamo Pinna, scrittore; Sisinnio Deidda, pittore. Delle opere di questi personaggi restano alcune tracce nelle chiese del paese. Del passaggio degli Spagnoli rimane sulle rive del Rio Mannu, in località Nueddas, una fontana realizzata in blocchi di basalto e trachite, opera degli scalpellini Francesco Giuseppe e Gian Pietro Lampis di Laconi, che, presumibilmente, risale al 1600. Nell'abitato di Senis esistono ancora i resti di un antico castello che gli anziani chiamano ancora Su Palaziu 'E Cotti.
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Un
cenno particolare merita la fontana spagnola costruita intorno al 1737 in
zona “ Nueddas”,
inserita nel parco del palazzo baronale ricco di enormi querce e
adagiata sulla riva del rio “Imbessu”. Di questa bellissima fontana, scolpita in trachite di vario colore, si conservano quasi intatte due figure di cigni in basso rilievo, alcuni mascheroni ed altri disegni ornamentali. Sulla facciata porta scolpita in lingua spagnola una frase che ricorda lo scalpellino: “Esta fuente la ha fabbricado Francisco Joseph pro designo de su padre et maestro Juan Pedro Lampis natural de la villa de Laconi”. |
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ILLUSTRAZIONE DELLA FONTANA SPAGNOLA DI SENIS
1)Pietra
in basalto con la scritta: "Esta fuente es de Ill. Don Fernando Nin y
Masones Manca y Lima hijo segundo de los conds del Castillo". |
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Un
cenno particolare merita la fontana spagnola costruita intorno al
1737 in
zona “ Nueddas”,
inserita nel parco del palazzo baronale ricco di enormi querce e
adagiata sulla riva del rio “Imbessu”. Di questa bellissima fontana, scolpita in trachite di vario colore, si conservano quasi intatte due figure di cigni in basso rilievo, alcuni mascheroni ed altri disegni ornamentali. Sulla facciata porta scolpita in lingua spagnola una frase che ricorda lo scalpellino: “Esta fuente la ha fabbricado Francisco Joseph pro designo de su padre et maestro Juan Pedro Lampis natural de la villa de Laconi”. |
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ILLUSTRAZIONE DELLA FONTANA SPAGNOLA DI SENIS
1)Pietra
in basalto con la scritta: "Esta fuente es de Ill. Don Fernando Nin y
Masones Manca y Lima hijo segundo de los conds del Castillo". |
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